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Pietro De Pascalis

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  Mi puoi concedere, per favore, una tua presentazione?

De Pascalis: Mi chiamo Pietro Depascalis e sono un attore e un insegnante di Quelli di Grock e adesso di Manifatture Teatrali Milanesi insieme al Teatro Litta di Milano.

Come sei arrivato a Quelli di Grock?

De Pascalis: Sono arrivato un giorno in cui ero particolarmente triste e stavo cercando qualche cosa da fare, sentivo che avevo bisogno di dare un senso, un significato alla mia vita, ero un postadolescente quindi ho cominciato a cercare. Tra le opportunità mi è stato proposto di iscrivermi a questa scuola e così mi sono iscritto.

Che percorso hai fatto?

De Pascalis: Ho fatto tutto il percorso di questa scuola, ho vinto la borsa di studio insieme ad altri sei giovani maschi, ho avuto diversi insegnanti, ma soprattutto Claudio Orlandini che oggi è l’insegnante del quarto anno adulti Quelli di Grock.

Cosa stai portando in scena?

De Pascalis: Adesso sto preparando un testo originale Cyrano sulla luna che è una riscrittura del Cyrano de Bergerac, una storia che io amo e che ho amato tantissimo e che mettiamo in scena insieme a Luca Chieregato. Io sono sia attore che regista dello spettacolo.

Presentaci il personaggio che porti in scena in questo spettacolo.

De Pascalis: Cyrano è un eroe romantico divertente e poetico, sofferente perché ama senza essere ricambiato.

Come trasmetti i tuoi sentimenti ai tuoi allievi?

De Pascalis: Dico loro di non avere paura, se potessi avere a disposizione una bacchetta magica non insegnerei niente, ma farei un incantesimo per poter far sentire loro un po’ meno paura.

Come ti relazioni con gli altri attori?

De Pascalis: Come mi relaziono con tutte le altre persone, io ho sempre bisogno di essere circondato da persone che stimo, che amo, a cui voglio bene e che mi vogliono bene. Quando tutte queste cose ci sono si riesce a creare un clima da compagnia, allora è il lavoro più bello del mondo. Quando, invece, non si riesce a trovare un legame anche da un punto umano, e capita, è un lavoro un po’ più faticoso. Ci sono stati dei cast di cui ho fatto parte che sono state delle famiglie allargate.

Qual è la ricetta per riuscire sempre nello spettacolo?

La ricetta è fare ciò che si fa con amore, partendo da desideri, da un’urgenza di espressione, da un’urgenza di raccontare qualcosa. Nel mio caso per esempio nell’ultimo spettacolo che sto facendo, l’urgenza era molto forte: avevo un grandissimo desiderio di raccontare questa storia che secondo me è straordinaria, in cui c’è tutto, guerra, amore, amicizia, morte, amore non ricambiato. Avevo il desiderio di usare me stesso come strumento per raccontare questa storia.

Qual è il tuo personaggio preferito che hai portato in scena e in cui ti sei divertito di più?

De Pascalis: Ce ne sono tanti. Quelli a cui sono più affezionato sono sicuramente Falstaff delle Allegre comari di Windsor e Arpagone dell’Avaro di Moliere e sto amando molto Cyrano di Bergerac che è un personaggio straordinario che parla profondamente di ognuno di noi.

Grazie mille.

cb